MOilet
Modena
Federica Nannini e Sara Frassineti, Politecnica
MOILET
Ci sono luoghi che la città preferisce non guardare, e il bagno pubblico è forse il più trascurato di tutti.
MOilets ribalta questo destino: tra i viali e la soglia del centro storico di Modena, nel Parco Enzo Ferrari, il servizio igienico diventa un piccolo presidio urbano, un punto di sosta dove fermarsi senza fretta.
Il progetto nasce da uno sguardo agli edifici storici del centro, scomposti nei loro elementi essenziali e ricomposti in chiave contemporanea. Ne restano tre figure riconoscibili: il portico, tradotto nella copertura sottile e quasi sospesa e nel filtro di lamelle verticali di legno, una pelle porosa che, come i loggiati della città, media tra dentro e fuori lasciando passare luce e sguardo senza esporre del tutto; le corti verdi, richiamate dal patio-giardino interno e dalle pareti vegetali che portano aria e luce nel cuore dell’edificio, sostenendo ventilazione e comfort; e il corpo edificato vero e proprio, il volume compatto dei servizi, la cui tonalità terracotta lega l’edificio all’edilizia consolidata del centro.
Dentro questa composizione la circolazione è immediata: si capisce dove andare senza cercare indicazioni. Attorno ai servizi per donne, uomini, persone con disabilità e bambini si dispongono l’area lavabi e funzioni che di solito non si associano a un bagno: lockers, book crossing, postazioni di ricarica, vending machine di prodotti da bagno, scrivania di presidio e stalli per le biciclette.
Di giorno MOilets è servizio e riparo; di notte le lamelle illuminate lo trasformano in un landmark discreto, un segnale familiare che rende il parco più sicuro. Un edificio minimo che restituisce dignità ad una funzione essenziale.
Architetto
Federica Nannini e Sara Frassineti, Politecnica
PROGETTO
MOilets
CITTà
Modena






