Estroverso

Polignano a Mare

Antonella Mari, AAM44

ESTROVERSO

L’architettura dei servizi igienici pubblici ha storicamente operato per sottrazione, nascondendosi dietro il filtro della massima opacità e del confino visivo.
Estroverso scardina questo paradigma, trasformando un volume tradizionalmente introverso in un dispositivo spaziale aperto, un catalizzatore urbano che non si impone sul paesaggio, ma lo genera e lo incornicia.
Inserito nel delicato equilibrio costiero di Polignano a Mare – territorio teso tra la forte pressione antropica turistica e i vincoli di tutela del Parco Naturale Regionale di Costa Ripagnola – il progetto risponde alla sfida ambientale non attraverso la mimesi o l’occultamento, ma tramite la trasparenza e la rarefazione della massa.
Estroverso non occupa lo spazio: si lascia attraversare da esso. Le funzioni tradizionalmente relegate in spazi chiusi si aprono verso l’esterno, ridefinendo il concetto stesso di intimità a favore della sicurezza, dell’igiene e del comfort.
Esternalizzare le attività meno intime risponde a una precisa istanza di sicurezza urbana ed equità di genere. Evitando la sosta prolungata in ambienti ciechi, isolati o scarsamente illuminati – contesti spesso percepiti come ostili o rischiosi dalle donne e dalle fasce di popolazione più vulnerabili – il progetto persegue una visibilità democratica. La trasparenza e l’apertura diventano così un dispositivo di sorveglianza naturale e un deterrente passivo contro le zone d’ombra sociali, garantendo un uso sereno e inclusivo dello spazio pubblico. In questa visione, una attenzione particolare è riservata all’infanzia: lo spazio si fa accogliente, sicuro e a misura di bambino, trasformando la sosta in un momento di autonomia, di gioco e di interazione.
Da infrastruttura di servizio, il bagno pubblico diventa un’oasi urbana, un luogo di sosta e di mitigazione termica.

Il progetto si attesta in due punti nevralgici di transizione tra il nucleo storico e i percorsi ciclo-pedonali costieri, intercettando flussi turistici e dinamiche locali: a Porto Paradiso, collocato all’imbocco della via ciclabile settentrionale, l’intervento ordina e qualifica un’area spontaneamente colonizzata da bagnanti e camperisti. Qui il dispositivo funge da hub infrastrutturale leggero, offrendo servizi essenziali a supporto della balneazione e del turismo itinerante.
La seconda area è un piccolo slargo all’imbocco del Lungomare Cristoforo Colombo: inserito in un contesto dalle spiccate caratteristiche urbane, frequentato quotidianamente per attività di fitness, pesca e passeggiate, il lungomare sud, caratterizzato da una successione di ampi slarghi, è occasionalmente destinato a grandi eventi. In questa configurazione, il progetto accentua la sua vocazione di arredo pubblico, offrendo sedute ombreggiate e quinte prospettiche sul mare.
Le funzioni a minore carica di riservatezza – il lavaggio delle mani, il ristoro sotto getti nebulizzati o di aria fresca, la lettura e la sosta – avvengono en plein air all’interno di portali d’acciaio che ritagliano porzioni di orizzonte, trasformando l’atto funzionale in un’esperienza sensoriale ed estetica.
Dal punto di vista costruttivo, Estroverso è un sistema semi-prefabbricato basato su una struttura modulare, aggregabile per addizione geometrica.
L’ossatura portante è definita da un nastro strutturale in lamiere di acciaio verniciato che accoglie e ordina i diversi moduli, fungendo al contempo da cavedio tecnico per il passaggio delle dorsali idriche ed elettriche.
Il modulo base è una cellula geometrica di dimensioni 2.50×2.50×1.50 metri, declinabile in configurazioni chiuse, aperte o semi-opache.
La flessibilità del sistema permette l’integrazione di moduli differenziati: blocchi igienici accessibili, di dimensioni adeguate, lavamani e docce outdoor, spogliatoi, ma anche micro-infopoint, distributori automatici e bookshelves.
Il progetto adegua la propria scala per rispondere alle esigenze dei più piccoli: all’interno dei moduli lavamani le altezze degli erogatori e dei piani d’uso sono sdoppiate o calibrate per i bambini, favorendone l’utilizzo spontaneo e indipendente. A questo si aggiungono moduli igienici dedicati all’infanzia e cabine nursery dedicate al cambio e all’allattamento dei neonati.
Il sistema poggia su una soletta di calpestio sollevata di pochi centimetri dal suolo. Questo basamento flottante ospita al suo interno una vasca tecnica ispezionabile, che funge da camera di compensazione per il recupero delle acque piovane e la successiva reimmissione nel circuito di scarico dei servizi.
Il progetto persegue un’idea di autosufficienza energetica attraverso soluzioni impiantistiche e naturali integrate: la soletta di copertura ospita pannelli fotovoltaici complanari, dimensionati per coprire l’intero fabbisogno energetico del manufatto.
L’architettura integra inoltre due vasche vegetali con funzioni distinte. La prima ospita essenze piantumate selezionate per la cattura e la neutralizzazione biochimica degli odori. La seconda è configurata come un sistema di fitodepurazione a flusso sommerso.
Sebbene la collocazione urbana proposta consenta l’allaccio diretto alla rete fognaria pubblica, la possibilità di predisporre serbatoi di raccolta per acque nere (blackwater tanks) accoppiata alla fitodepurazione permette a Estroverso di operare in totale regime off-grid, rendendolo un modello infrastrutturale replicabile anche in aree naturali protette e ad alta vulnerabilità ambientale.

Architetto

Antonella Mari, AAM44

PROGETTO

Estroverso

CITTà

Polignano a Mare

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