The Perfect Urban Toilet

Brescia

Camillo Botticini, DVArea

 

THE PERFECT URBAN TOILET

Il progetto considera il servizio igienico come un dispositivo urbano completo, capace di coniugare architettura, accessibilità universale, sicurezza, igiene, tecnologia, sostenibilità e semplicità di gestione.

Il manufatto sarà riconoscibile ma misurato, in modo da poter convivere con condizioni molto diverse: una piazza storica, un parco, un viale alberato, un’area sportiva, una stazione o uno spazio urbano contemporaneo.
La risposta è un volume compatto a pianta esagonale. La geometria riduce la percezione frontale dell’oggetto, elimina la distinzione rigida tra facciata principale e lati secondari e permette al manufatto di assumere configurazioni differenti in rapporto ai percorsi e alle visuali.
Figura elementare, l’esagono può essere isolato o inserito in sequenze e piccoli sistemi di attrezzature. La base rimane costante, mentre orientamento, pavimentazione esterna, illuminazione e sistemazione paesaggistica possono essere calibrati per ogni specifico contesto.

L’architettura è quindi seriale nella costruzione ma site-specific nella posa. La standardizzazione consente di controllare qualità, costi e prestazioni, lasciando al progetto urbano il compito di definire ogni volta la relazione con il luogo.

La parte superiore del manufatto si trasforma in un sistema di superfici piegate. Sei falde convergono verso una configurazione composta da punte e pennacchi metallici, alternati ad aperture zenitali.
La copertura introduce luce naturale diffusa; consente l’illuminazione e la ventilazione della parte alta del volume; protegge le aperture dalla vista diretta dall’esterno; rende riconoscibile il manufatto nello spazio urbano; trasforma un elemento tecnico in una figura architettonica.

La luce discende dall’alto e si distribuisce sulle superfici inclinate. L’interno è illuminato senza compromettere la riservatezza e mantiene durante il giorno una relazione percettiva con l’esterno, con il cielo e, nei parchi, con le chiome degli alberi. Di notte il rapporto si inverte: una luce controllata rende percepibile dall’esterno la parte superiore della costruzione. I pennacchi emergono come una piccola lanterna urbana. La figura richiama insieme un immaginario arcaico – la tenda, la corona, la volta piegata – e una cultura contemporanea della precisione industriale.

L’illuminazione interna e quella integrata nelle pieghe della copertura rendono il servizio individuabile a distanza, migliorano la sicurezza percepita e segnalano attraverso variazioni cromatiche discrete lo stato di disponibilità: libero, occupato, in pulizia o temporaneamente fuori servizio.

L’ingresso è costituito da una porta vetrata stratificata di sicurezza con sistema elettrocromico o a cristalli liquidi. Quando il servizio è libero, il vetro rimane trasparente e permette di verificare immediatamente lo stato interno della cabina. L’utente può constatare che lo spazio è pulito, illuminato e non occupato prima di accedervi. Una volta entrati e azionato il comando di chiusura, il vetro diventa opaco e garantisce completa riservatezza. Un indicatore esterno conferma inequivocabilmente lo stato di occupazione.
La trasparenza iniziale svolge quindi una precisa funzione urbana: riduce la percezione di insicurezza; evita che il manufatto diventi un luogo opaco o difficilmente controllabile; rende visibile lo stato di pulizia; scoraggia utilizzi impropri; restituisce fiducia nel servizio.

Il sistema è progettato in modalità fail-safe: in caso di interruzione elettrica la porta è sempre apribile dall’interno mediante dispositivo meccanico di emergenza. Sono previsti sblocco dall’esterno per il personale autorizzato, pulsante di chiamata, segnalazione luminosa e acustica e collegamento remoto con il sistema di gestione.
La sicurezza non si basa su una videosorveglianza interna, incompatibile con la privacy, ma sul controllo degli accessi, sulla verifica dello stato dell’impianto, sulla trasparenza quando il locale è libero e sulla registrazione esclusivamente dei dati tecnici di funzionamento.

L’ambiente interno è concepito come un’unica cabina utilizzabile senza distinzione di genere e pienamente accessibile. La configurazione assume come criteri minimi di progetto: accesso complanare, senza soglie o dislivelli; porta con luce netta non inferiore a 90 centimetri, preferibilmente scorrevole automatica; spazio interno di rotazione con diametro libero di almeno 150 centimetri; possibilità di accostamento laterale alla tazza; maniglioni orizzontali e verticali correttamente posizionati; lavabo utilizzabile da una persona in carrozzina; specchio, dispenser, asciugatura e comandi posti a quote accessibili; appendiabiti collocato a doppia altezza; segnalazioni visive, tattili e sonore; dispositivi azionabili con una sola mano e con limitato sforzo; pavimento antisdrucciolo anche in condizioni di bagnato; contrasto percettivo tra apparecchi, pareti e comandi.

Accessibilità
La porta automatica, i comandi senza contatto e le istruzioni vocali possono rendere il servizio utilizzabile anche da persone anziane, utenti con ridotta capacità motoria o visiva e persone che non conoscono la lingua.
È inoltre prevista una fascia interna attrezzata per il cambio dei neonati mediante piano ribaltabile, utilizzabile senza compromettere lo spazio di manovra.
Gli elementi sanitari e impiantistici sono concentrati lungo una fascia tecnica continua, lasciando libero il centro della cabina e garantendo le manovre necessarie.

Per la protezione termica delle superfici opache si prevede l’impiego di pannelli isolanti sottovuoto, in grado di assicurare elevate resistenze termiche con spessori contenuti.
La riduzione dello spessore della parete permette di preservare lo spazio utile interno e, soprattutto, di mantenere leggero il pacchetto di involucro, con benefici nella movimentazione, nel trasporto e nella quantità di materiale impiegato.
Nel periodo estivo il guscio isolante limita in modo sostanziale la trasmissione per conduzione del calore assorbito dalla pelle esterna; poiché tali materiali non affidano la propria efficacia all’inerzia, la loro azione viene integrata dal controllo dell’irraggiamento, dalla corretta finitura delle superfici e dal raffrescamento notturno dell’ambiente e dei componenti interni.
L’efficacia del sistema dipende in larga misura dalla continuità dell’isolamento. I pannelli sottovuoto vengono pertanto organizzati secondo una maglia coordinata con la struttura, evitando tagli e perforazioni, e protetti da strati meccanici continui.
I bordi dei pannelli, i giunti, il basamento, il raccordo con la corona e i telai delle aperture sono completati mediante fasce isolanti ad alte prestazioni e fissaggi a taglio termico, così da ottenere un vero e proprio guscio continuo.
Gli impianti e gli elementi di ancoraggio trovano posto in un vano tecnico interno, senza attraversare i pannelli.

La geometria verticale della corona viene utilizzata per attivare un ‘effetto camino’ controllato. Prese d’aria protette, nella parte inferiore del modulo, lavorano in sincrono con aperture motorizzate collocate nelle pieghe sommitali. Quando le condizioni esterne sono favorevoli, l’aria più fresca entra dal basso e, riscaldandosi, risale verso i punti più alti, dove viene espulsa. Le aperture sono fessure integrate nei giunti e nelle pieghe della copertura, in grado di preservare l’immagine monolitica del manufatto.
Nelle ore notturne estive il medesimo sistema assume la funzione di free cooling. Quando la temperatura esterna risulta inferiore a quella interna di un differenziale utile, le aperture inferiori e superiori si aprono contemporaneamente e favoriscono il lavaggio del volume, lo scarico del calore accumulato e il raffrescamento del pavimento, delle finiture e degli elementi sanitari. Durante le ore più calde le serrande si riducono o si chiudono, evitando l’ingresso incontrollato di calore. Il ricambio igienico minimo rimane garantito da un sistema indipendente a basso consumo. In questo modo la ventilazione naturale viene utilizzata soltanto quando è realmente vantaggiosa.

La riduzione dei consumi riguarda anche la gestione dell’acqua. Il modulo è dotato di apparecchi sanitari a basso volume di scarico, rubinetteria temporizzata o a sensore e limitatori di portata, scelti per contenere il consumo per singolo utilizzo senza penalizzare l’igiene.
La semplicità dei circuiti, l’accessibilità dei componenti e la predisposizione al monitoraggio consentono di individuare tempestivamente perdite e consumi anomali, aspetto particolarmente rilevante per un’attrezzatura pubblica soggetta a utilizzi frequenti e variabili.

La sostenibilità del prototipo è infine affidata alla durabilità e alla circolarità del sistema costruttivo. Il modulo è concepito come un insieme prefabbricato e assemblato prevalentemente a secco, nel quale struttura, rivestimenti, isolanti, impianti e finiture possono essere ispezionati e sostituiti per strati. Le connessioni reversibili riducono l’impiego di incollaggi permanenti e consentono, al termine della vita utile, di separare le diverse famiglie di materiali.

La pelle metallica, resistente agli agenti atmosferici e agli atti vandalici, può essere realizzata con elevato contenuto di riciclato ed essere nuovamente avviata a riciclo; le finiture interne sono selezionate per resistere alla pulizia frequente e permettere riparazioni localizzate, mentre i componenti impiantistici sono standardizzati e facilmente accessibili.

La combinazione tra involucro sottile ad alte prestazioni, continuità dell’isolamento, ventilazione naturale controllata, free cooling notturno, luce diffusa da nord, regolazione intelligente dei consumi elettrici e idrici e progettazione per il disassemblaggio definisce un manufatto essenziale, durevole e coerente con gli obiettivi ambientali del concorso. La qualità energetica non deriva dalla moltiplicazione degli impianti, ma dalla capacità della forma, dei materiali e dei sistemi di controllo di lavorare insieme, riducendo gli apporti indesiderati e utilizzando in modo selettivo le risorse disponibili.

Materiali e durabilità
L’esterno è rivestito in acciaio inox satinato, preferibilmente con elevato contenuto di riciclato e selezionato in funzione dell’aggressività ambientale. In contesti urbani ordinari può essere utilizzato acciaio AISI 304; in prossimità del mare, in ambienti particolarmente aggressivi o soggetti a sali disgelanti è preferibile AISI 316L.
La satinatura rende la superficie luminosa ma non riflettente, capace di registrare le variazioni del cielo, della vegetazione e della città. Il manufatto risulta visibile senza assumere un carattere pubblicitario o monumentale.
L’acciaio inox è scelto per la sua resistenza, la facilità di pulizia, la riciclabilità e la possibilità di sostituire singolarmente i pannelli. Le superfici sono trattate con protezione antigraffito e progettate evitando cavità, sporgenze e punti di ristagno.

All’interno, le parti maggiormente sollecitate sono realizzate in acciaio inox satinato o microtexturizzato. Le porzioni superiori possono essere rivestite con pannelli minerali, ceramici o in vetro riciclato di grande formato, montati meccanicamente e facilmente sostituibili.
L’uso del legno a vista all’interno non appare necessario né opportuno: la sostenibilità del progetto non è affidata alla semplice introduzione di un materiale percepito come naturale, ma alla durata complessiva dell’opera, alla riduzione dei consumi e alla completa separabilità dei componenti.

Costruzione industrializzata e reversibilità
Il manufatto è interamente prefabbricato in officina. La costruzione in ambiente controllato garantisce precisione, qualità delle saldature, verifica preventiva degli impianti e riduzione dei tempi di cantiere.
La struttura principale è costituita da un telaio metallico zincato o inox, assemblato a secco. Pareti, copertura, apparecchi sanitari e modulo tecnico sono organizzati come elementi indipendenti. Il
servizio viene trasportato quasi completamente finito e collegato in sito alle reti attraverso un’unica zona impiantistica posta alla base.
L’appoggio può avvenire su una piattaforma prefabbricata o su una fondazione leggera, compatibilmente con il terreno e con le reti esistenti. Gli ancoraggi sono meccanici e reversibili: il manufatto può essere rimosso, trasferito o aggiornato senza demolizioni invasive.
Questa impostazione consente: riduzione delle lavorazioni in sito; controllo dei costi; diminuzione degli sfridi; sostituzione delle parti danneggiate; aggiornamento degli impianti nel tempo; recupero dei materiali a fine vita; rilocalizzazione dell’unità qualora cambino le necessità urbane.
La reversibilità è particolarmente importante nei parchi, nei centri storici e nei contesti sottoposti a tutela, dove l’intervento deve mantenere un carattere non invasivo.

Igiene e autopulizia
Il progetto integra un sistema automatico di lavaggio e disinfezione dopo ogni utilizzo. Non si tratta di sostituire completamente l’attività del personale, ma di garantire uno standard minimo e verificabile tra un intervento di manutenzione e il successivo.
Le tecnologie per servizi pubblici autopulenti sono già consolidate. Le installazioni automatiche più recenti prevedono il lavaggio e la disinfezione della tazza dopo ogni uso, la pulizia del pavimento, comandi senza contatto e tempi brevi di ripristino. Come a Parigi, il ciclo automatico delle nuove cabine richiede circa trenta secondi e comprende pulizia e disinfezione, con sistemi sviluppati per ridurre i consumi idrici ed elettrici.

Per The Perfect Urban Toilet si propone un ciclo articolato nelle seguenti fasi: verifica automatica dell’uscita dell’utente; chiusura temporanea dell’accesso; lavaggio e disinfezione della tazza; risciacquo controllato delle superfici maggiormente esposte; lavaggio del pavimento con ugelli a bassa portata; raccolta dell’acqua attraverso scarichi lineari ispezionabili; asciugatura mediante ventilazione forzata; controllo dei sensori e riapertura della cabina.
Lavabo, sapone, acqua, scarico e asciugatura funzionano senza contatto. Gli apparecchi sono integrati in un unico piano in acciaio inox, privo di giunti difficili da pulire e di componenti facilmente asportabili.
La sanificazione automatica non esclude un programma di pulizia manuale periodica. Un servizio pubblico affidabile richiede infatti una gestione coordinata fra tecnologia, manutenzione preventiva e personale dedicato. Le reti automatiche più consolidate operano attraverso sistemi di telecontrollo e squadre specificamente formate, dimostrando che la qualità del servizio dipende tanto dal manufatto quanto dal modello gestionale.

Verifica digitale dello stato di pulizia
Ogni unità è dotata di un sistema di telecontrollo che registra esclusivamente dati tecnici e operativi: numero degli accessi; durata media di utilizzo; completamento dei cicli di pulizia; livelli di acqua, sapone e materiali di consumo; presenza di perdite; qualità dell’aria; stato della porta e del vetro elettrocromico; eventuali manomissioni; richiesta di intervento.
Il personale di gestione può verificare da remoto la disponibilità del servizio e ricevere segnalazioni automatiche. Un codice QR esterno consente agli utenti di comunicare rapidamente un problema senza scaricare applicazioni. Sarà possibile associare il sistema a una mappa urbana che indichi posizione, accessibilità, orari e stato di funzionamento in tempo reale, secondo un modello già impiegato nelle reti automatiche contemporanee.
All’interno sarà collocato un semplice comando di valutazione del servizio. Il dato non ha valore promozionale, ma permette di confrontare percezione dell’utente, frequenza delle manutenzioni e funzionamento degli impianti.

Gestione, manutenzione e ciclo di vita
La perfezione coincide con la capacità di rendere la manutenzione semplice, programmabile e verificabile.
Il modulo tecnico è accessibile dall’esterno mediante un pannello riservato agli operatori, senza entrare nella cabina e senza smontare i rivestimenti. Impianti idraulici, quadro elettrico, filtri, serbatoi e materiali di consumo sono organizzati su telai estraibili.
Ogni componente soggetto a usura sarà standardizzato e sostituibile. Il progetto prevede un manuale digitale contenente schede tecniche, frequenze di controllo, procedure di emergenza e tracciabilità degli interventi.
Il contratto di gestione dovrebbe definire livelli minimi misurabili: tempo massimo di indisponibilità; frequenza degli interventi manuali; verifica periodica dell’accessibilità; controllo della qualità dell’acqua; sostituzione programmata dei componenti; tempo di risposta alle segnalazioni; pubblicazione dei principali dati di funzionamento.
In questo modo il servizio igienico non viene consegnato alla città come un oggetto isolato, ma come parte di un sistema operativo continuativo.

Inserimento nello spazio urbano
La posa deve essere accompagnata da un progetto del suolo. Il manufatto non viene semplicemente appoggiato, ma inserito in una piccola area di rispetto, illuminata e accessibile.
L’ingresso è rivolto verso uno spazio visibile e frequentato, senza interferire con i principali flussi pedonali. Deve essere evitata la formazione di aree posteriori nascoste. La pavimentazione è continua, antisdrucciolo e raccordata alle quote esistenti; eventuali pendenze rispettano i limiti previsti per l’accessibilità.
Nei parchi, l’esagono può essere collocato tra le alberature senza imitarne le forme. L’acciaio satinato riflette la vegetazione e il cielo, mentre le aperture zenitali costruiscono una relazione diretta con le chiome.
Nei centri storici, il manufatto mantiene un carattere autonomo e contemporaneo. Non cerca una falsa mimetizzazione né riproduce materiali e linguaggi del passato. La precisione geometrica, la reversibilità e l’assenza di elementi pubblicitari permettono un dialogo rispettoso con il contesto.
In spazi di maggiore afflusso più unità possono essere aggregate. La pianta esagonale permette combinazioni compatte, con moduli distinti destinati alla cabina universale, alla manutenzione, a un orinatoio separato o a un punto esterno per l’acqua potabile.

Quadro prestazionale e normativo
La proposta è predisposta per essere sviluppata nel rispetto delle disposizioni nazionali e locali relative a: accessibilità ed eliminazione delle barriere architettoniche; sicurezza degli impianti; sicurezza del vetro; prevenzione dei rischi elettrici negli ambienti umidi; requisiti igienico-sanitari; ventilazione e qualità dell’aria; smaltimento delle acque reflue; resistenza al fuoco dei materiali; sicurezza d’uso e antintrusione; tutela della privacy; compatibilità paesaggistica e archeologica; inquinamento luminoso; prestazioni acustiche; manutenzione delle attrezzature pubbliche.
La verifica definitiva dovrà essere condotta sulla base del luogo di installazione, del regolamento edilizio comunale, delle indicazioni dell’azienda sanitaria competente e delle prescrizioni degli enti gestori delle reti.
Il progetto assume inoltre i principi del design-for-all: non una cabina ordinaria affiancata da una cabina “speciale”, ma un unico spazio dignitoso e accessibile al maggior numero possibile di persone.

Un segno civile
The Perfect Urban Toilet trasforma un servizio necessario in una piccola architettura pubblica. La sua forza non dipende dalle dimensioni, ma dalla capacità di rendere visibile un’idea di città: inclusiva, pulita, affidabile e attenta alle necessità concrete delle persone.
Il volume esagonale, la copertura piegata, la luce zenitale, l’acciaio satinato e la porta trasparente costruiscono un’identità precisa. Questa identità non è fine a sé stessa: ogni scelta formale corrisponde a un requisito di funzionamento, sicurezza o durata.
L’oggetto può stare in una piazza o sotto gli alberi di un parco, rimanendo contemporaneamente riconoscibile e neutro. Di giorno riflette la città; di notte diventa una lanterna. È industriale ma non anonimo, arcaico e contemporaneo, permanente nella qualità ma reversibile nella costruzione.
La perfezione evocata dal titolo non è un’astratta condizione estetica. È la coincidenza tra forma, uso e manutenzione; è la certezza di trovare un luogo pulito, accessibile e funzionante; è la possibilità di trasformare un bisogno elementare in un gesto di rispetto verso chi abita la città.

Architetto

Camillo Botticini, DVArea

PROGETTO

The Perfect Urban Toilet

CITTà

Brescia

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