Luc Carlo V

Lecce

Alfredo Foresta, Gruppo Foresta

 

LUC CARLO V

Legato alla sua specifica collocazione in quanto parte di un progetto di restauro delle aree al contorno del Castello di Carlo V a Lecce, nel vuoto urbano antistante il bastione cinquecentesco di San Martino, il Luc Carlo V è tuttavia pienamente replicabile in molteplici altri contesti urbani o naturalistici.

Il progetto fonda la sua forza generativa su una struttura modulare in carpenteria metallica con tubolari 10×10 e specchiature in lamiera o cristallo basato su una matrice cubica di 3,5 metri di lato e relativi sottomultipli, mutuando la leggerezza e la temporaneità delle infrastrutture di servizio usate in ambito archeologico e paesaggistico per arredare lo spazio attraverso le funzioni.

La versatilità del modulo risiede nella sua capacità di accogliere allestimenti mutanti capaci di nobilitare l’offerta pubblica: non solo bagni pubblici e infopoint turistico-commerciale, ma ad esempio piccoli spazi espositivi, teche in vetro per l’arte contemporanea o dispositivi per proiezioni audiovisive.

Dal punto di vista costruttivo, la soluzione pensata per Lecce si conforma come un parallelepipedo dalle forme pure disposto su due livelli, attraverso il recupero di locali igienici ipogei preesistenti, che dialoga con l’angolo acuto del bastione, rimanendo volutamente sospeso dal suolo. Questo stacco visivo, sottolineato da un taglio di luce, confwrisce delicatezza all’intervento e cela gli impianti tecnici e i sistemi di scarico in fognatura o eventualmente in fossa Imhoff.
Sotto il profilo dell’accessibilità e della fruizione, una rampa longitudinale integrata in facciata supera i dislivelli di quota per consentire un facile ingresso all’utenza a ridotta capacità motoria.

Pensato come sistema modulare basato su elementi standardizzati, l’oggetto abbatte i costi di produzione, trasporto, montaggio e manutenzione e integra tecnologie wireless e stazioni interattive di ricarica per dispositivi. Ai fini dell’igiene pubblica, la struttura interamente metallica consente l’azione di un sistema idraulico derivato dagli impianti antincendio che lava e disinfetta automaticamente lo spazio interno, mentre la totale sostenibilità è garantita dall’impiego di componenti riciclati e riciclabili.

L’incisività e la bellezza dello spazio pubblico emergono nel ruolo ordinatore che il volume esercita sul contesto attraverso forme pure rigorosamente laccate bianche, che denunciano l’essere un oggetto neutro dissonante rispetto all’intorno monumentale e paesaggistico urbano: una voluta assenza di materiali, colori e forme plastiche in cui la geometria arreda senza occupare, togliendo anziché aggiungere e dialogando con il proprio silenzio.

A garanzia del decoro e della sicurezza, un impianto di illuminazione crepuscolare dinamica alimentato da pannelli fotovoltaici integrati in copertura presidia l’area urbana infondendo sicurezza nei passanti e riscatta la natura tradizionalmente “nascosta” deli bagni pubblici, conferendo dignità architettonica ed eleganza a una struttura essenziale, funzionale e a basso costo.

Architetto

Alfredo Foresta, Gruppo Foresta

PROGETTO

Luc Carlo V

CITTà

Lecce

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